Ricordo che erano passati solo un paio di mesi dall’apertura della #Skribi piccina, quella senza caffetteria, per intenderci.
Era autunno, ero alle prese con le mie cose dietro il computer quando entrò una signora di mezza età, distinta, mai vista prima.
Mi chiese di consigliarle un libro per un suo amico. Nient’altro.
Aveva la testa leggermente inclinata, come se le costasse un po’ chiedere, era imbarazzata.
Come mio solito, le mostrai alcune novità e le raccontai brevemente degli ultimi libri letti e amati, senza entrare troppo nei dettagli.
Tra quelli, questo.
La signora si fidò, chiese un pacchetto regalo e andò via.
Dopo un paio di settimane la rividi entrare in libreria, questa volta mano nella mano con un signore più grande.
Dopo i primi convenevoli mi disse «Ecco, le presento il mio amico. È lui il destinatario del regalo».
E sorridemmo tutti e tre.
Credo che in questa piccola storia si racchiuda tutta la bellezza di questo libro.
Ed è una delle ragioni – una delle tante – per cui continuo a consigliarlo.
Chi mi conosce da tempo sa che questo episodio è accaduto davvero. Ed è vero anche che, dopo quella seconda volta, non rividi più la coppia di amici.
Domani, giovedì 8 gennaio alle ore 18.30, con il gruppo di lettura della Biblioteca Civica Maria Marangelli – Archivio storico Conversano ci ritroveremo dopo la pausa natalizia per chiacchierare attorno a questo libro.
E chissà…
Kent Haruf, Le nostre anime di notte, NN Editore (trad. Fabio Cremonesi).


