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Biancaluna è il nuovo romanzo di Chicca Maralfa da pochissimi giorni in libreria per la casa editrice barese Les Flâneurs Edizioni.
La scrittrice, giornalista di professione e alla sua quinta pubblicazione, parte da un fatto della cronaca reale – il ritrovamento di una neonata sepolta sotto la sabbia – per costruire un’architettura narrativa che onestamente mi ha spiazzata convincendomi.
Descritta la prima parte corrispondente alla vicenda reale, il romanzo abbandona la linearità per immergersi in un sofisticato gioco, il “come sarebbe stato se”.
Infatti, nella seconda parte, la scrittrice non si limita a raccontare i fatti ma esplora le biforcazioni del destino: cosa sarebbe successo se quella bimba nata sana e morta per asfissia sotto la sabbia non fosse stata abbandonata dalla madre? Se alla fine la giovane donna si fosse comportata diversamente? Quale futuro le sarebbe toccato? Come avrebbe trascorso la sua adolescenza? E il padre, cosa avrebbe saputo di lei?
A mio avviso, Biancaluna è un libro che merita reale attenzione perché in poche pagine (scarse 200) ci trasporta dall’indagine alla speculazione psicologica fino alla possibilità di un “destino diverso” (e chi non sogna un futuro diverso per sé e per gli altri?!).
Concludendo posso dire che il reale punto di forza di questo romanzo è dato dalla capacità di restituire dignità a una vicenda terribile attraverso la potenza del dubbio, riuscendo a interrogare il lettore su quanto il caso e la volontà pesino sulla bilancia di una vita intera.
Parole chiave: destino, maternità, fragilità.

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