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[Stato interessante.
Attraverso questo eufemismo sin dall’800 ci si riferisce con inspiegabile pudore all’esperienza della gravidanza. È un termine curioso. Da un lato sottintende che tutti gli stati della donna che non implicano l’essere incinta siano privi di interesse. Dall’altro suggerisce che a quello specifico stato tutti (e in particolare lo stato) dovrebbe prestare un’attenzione particolare. È anche un’espressione ipocrita, perché nella realtà non c’è niente che riceva dalla gente e dalle istituzioni meno interesse del destino di una persona incinta. O di una madre, il cui status non sempre coincide col più interessante degli stati. Trovo scandaloso che nel 2023 la nostra specie, che nella sua arroganza pretende di essere la più evoluta del pianeta, continui a considerare la propria riproduzione come un fatto di sangue nel sangue, la cosa più fascista che esista, che nega la volontà, la scelta di elezione, la specialità meravigliosa di amare in modo libero, senza dipendere da nessun destino genetico].

Quanta verità in un solo passaggio.

Michela Murgia, Dare la vita, Rizzoli

Consigliato. Assai.

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