[Dal giorno della morte di mia sorella ho chiesto a ogni medico da cui mi capitava di farmi curare – oculisti, dentisti, ginecologi, ecc. – se la pazzia fosse ereditaria. «Non lo so, non credo», mi rispondevano i più gentili. Altri: «Ma che le passa per la mente? Su, cara, mi lasci lavorare ».
Finalmente, uno studente iscritto alla neonata facoltà di Psicologia cercò di aiutarmi: «Chiederò al mio prof.». Dopo qualche giorno: «È una questione complessa, ha detto, ma nella schizofrenia, per esempio, c’è quasi sempre un elemento di famigliarità…».
Non avrei avuto figli, decisi quel giorno. E non ne ho avuti].
𝑪𝒂𝒓𝒕𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒍𝒊𝒏𝒊𝒄𝒂, il nuovo romanzo breve di Serena Vitale in libreria per @sellerio è un romanzo breve – circa 128 pagine – che è al tempo stesso una ricostruzione documentata e una confessione dolorosa: racconta la tragica storia di Rossana, sorella dell’autrice, affetta da schizofrenia a diciassette anni.
Serena Vitale, allora tredicenne, ripercorre con lucidità quei drammatici anni a partire dalla consultazione delle cartelle cliniche, tra terapie violente (insulina, lobotomia, clorpromazina) e ricordi personali. È una narrazione che unisce documenti, memorie familiari e interrogativi profondi: “Ma io dov’ero?”.
Malgrado la materia drammatica durante la lettura non mancano dettagli ironici e persino divertenti, grazie al ritratto di una famiglia ricca di caratteri singolari: il nonno con le sue amanti, lo zio in costume da hawaiana, il padre violinista dalle stranezze affettuose. Il contrasto tra il dolore per la perdita e il calore dei ricordi familiari arricchisce la narrazione rendendola davvero singolari.
Tra i tantissimi libri che in questo periodo (soprattutto e per fortuna) arrivano in libreria e trattano questo argomento, ho trovato 𝑪𝒂𝒓𝒕𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒍𝒊𝒏𝒊𝒄𝒂 è un’opera preziosa perché evita ogni pietismo: non cerca consolazioni bensì verità. Interroga il lettore e lo costringe a riflettere sul rapporto tra amore, cura e responsabilità, sull’importanza della memoria e sulla forza della scrittura come atto di resistenza contro l’oblio.
Consigliato 


